Comune di Issime

Benvenuti

SÉJIT WOLGCHEEMNI Z’ÉISCHEME, SCHIENZ LANN DAS VINNT DŜCHI IM VALLE DEL LYS….
…SUA TUNI ANTFOAN D’WALSERLLJÖIT…

Che siate i benvenuti a Issime, ridente paese situato al centro della Valle del Lys….

…Ecco come vi accoglie il popolo Walser…

Foto del Comune di Issime
La presenza antropica nella Valle del Lys è anteriore all’età romana. Per la Valle d’Aosta non si hanno tracce di popolamento prima della tarda Età del Bronzo e dell’Età del Ferro.
Si tratta di insediamenti legati al tipo di organizzazione economica: attività agricolo-pastorale e sfruttamento dei giacimenti minerari. Durante il IV secolo a.C. alcune popolazioni galliche provenienti dalle vie dei ghiacciai si stanziarono nella Valle, apportando caratteristiche celtiche.
La popolazione dei Salassi (che occupava anche le terre canavesane) compare con questo nome nel II° secolo a.C. ed è attestata da fonti antiche (Catone e Polibio); si tratta di un gruppo di substrato ligure, dal carattere forte e attaccato alla propria autonomia, con connotazioni celtiche assunte attraverso contatti e migrazioni.
Toponimi come Galm, Penne, Krennu (Crenna) e Lion testimoniano la presenza di questa antica popolazione. L’economia era basata sull’attività agricola, su quella estrattiva e sul commercio: come testimoniato da Strabone e dalle tracce archeologiche. Issime a quel tempo avrebbe portato il nome di Eis-Menck.
Quando l’attenzione di Roma si rivolse a queste terre, importante passaggio attraverso le Alpi, il carattere fiero dei Salassi permise loro di resistere e di rendere difficile la conquista.
Questa avvenne nel 25 a.C. al comando di Terenzio Varrone Murena. I Romani sarebbero penetrati fino alla Valle del Lys e fino ad Issime: la tradizione vuole che avesse come nome Axima.
In quest’epoca la Valle assume in pieno la caratteristica, che in realtà aveva sempre avuto, di zona di confine e di facile passaggio dal Vallese all’Alto Novarese, alla Valle d’Aosta al Biellese e al Canavese. Alla conquista romana seguì un periodo di stabilità.
A partire dal 1000 e fino al 1200 la migrazione della popolazione walser, che dal Vallese scese attraverso i valichi alpini fino ai piedi del Monte Rosa, si spinse nella Valle del Lys creando insediamenti ad Issime e nei Valloni di San Grato e di Bourine. Dopo lo stanziamento in questi luoghi, gli issimesi non ebbero più contatto con la madre patria: questo è confermato dalla lingua issimese.
Dall’inizio del XIII° secolo dominava su quasi tutta la Valle del Lys la famiglia dei Vallaise; la zona era ambita anche dai Signori di Challant, con particolare attenzione per Issime, essendo il migliore collegamento con la loro Valle.
La convivenza fra le due famiglie non fu senza dissidi. Dopo numerosi scontri e lunghe trattative la conca di Gressoney venne divisa fra i Vallaise e i Signori di Challant: a questi ultimi andarono i territori di Gressoney-Saint-Jean e di Gressoney-La-Trinité.
Il nome della famiglia Vallaise deriva da Vallis Helesii, da cui è derivato il motto Festina lente, dal francese Va à l’aise. Lo stemma è a tre fasce d’argento in campo rosso, la superiore caricata di una croce patente accostata da due stelle.
Era una delle famiglie più importanti: nell’Assemblea Generale dei Tre Stati avevano posto solo dopo i Signori di Challant e di Quart; dopo l’estinzione di questi ultimi nel 1378, i Signori di Vallaise divennero la seconda famiglia aristocratica del territorio.
Della dominazione dei signori di Vallaise e della loro giurisdizione sulla Valle, Issime conserva ancora una testimonianza estremamente interessante; si tratta del banco a tre stalli oggi conservato nella chiesa parrocchiale, rimasto per anni all’aperto, addossato al vecchio municipio.
Presente in origine nella casa dei notai Christillin dove serviva come seggio al Giudice della Vallesa e ai suoi consiglieri, è formato da tre stalli in legno di noce, di fattura settecentesca e reca su quello centrale lo scudo dei Vallaise sostenuto da due cervi.
La presenza del Collare dell’Annunziata assieme alla chiave e alla spada ricorda il diritto dei Vallaise di amministrare la giustizia in Valle.
Issime era sottoposto ad uno statuto locale, con numerosi privilegi, franchigie e immunità. Le prime franchigie furono concesse dai Vallaise nel 1227; lo statuto fu dato nel 1320, riconfermato più volte nel corso del XIV° secolo, e ampliato nel 1444.
Contiene disposizioni amministrative sui diritti fiscali e giudiziari, inserite dai Signori, e sulle libertà della popolazione: gli abitanti del paese, ma anche del resto della Valle, erano esonerati dalla imposte, tranne per un esborso saltuario di danaro; a questo si aggiungeva la possibilità di libero spostamento nei territori dei Vallaise; i figli, maschi e femmine, potevano ereditare sia da parte di padre sia da parte di madre; le femmine, una volta sposate, non potevano più pretendere niente dell’eredità; gli uomini servivano nelle truppe e se venivano inviati fuori dal territorio le spese di trasferimento erano sostenute dai Signori.
Infine qui erano definite le ammende per le infrazioni e venivano regolate le vendite e gli acquisti.
Issime è stato l’importante capoluogo e sede del tribunale, con la residenza del giudice avvocato e del notaio; conservò questa posizione privilegiata anche nel momento in cui i Savoia spostarono il tribunale a Donnas.
Il territorio di Issime è storicamente diviso in tre zone: la Plaine o Issime Saint Jacques (l’attuale nucleo abitato e il Vallone di Tourrison), la Montagne (i Valloni di San Grato e di Bourine), e il Tiers dessus o Issime Saint Michel (l’attuale comune di Gaby).
Era quindi necessario che ogni gruppo fosse rappresentato, data la notevole diversità, da amministrazioni differenti: ognuno dei tre gruppi eleggeva un sindaco (in carica per un anno, scelto tra le famiglie più importanti) e tre o quattro consiglieri (in carica per quattro anni).
L’elezione dei sindaci fu sanzionata con gli statuti nel 1752: essi erano eletti il 28 dicembre e i consiglieri erano scelti tra i capifamiglia presenti.
La convocazione del popolo avveniva con il suono della campana principale, alternata ogni quarto d’ora dalla campana minore.
Dopo l’elezione, presso il Tribunale davanti al giudice, gli eletti effettuavano il giuramento, fatto in ginocchio a capo scoperto, con la mano destra sulle Sacre Scritture.
Per la discussione dei problemi comuni i sindaci e i consiglieri delle tre zone si riunivano periodicamente nel capoluogo, di domenica dopo la Messa Grande, al suono della campana.
Il 15 dicembre 1762 il re Carlo Emanuele III estese leggi e istituzioni del regno di Sardegna anche al ducato di Aosta: in tale occasione venne abolita l’usanza dell’elezione dei tre sindaci. Il 30 gennaio 1763 i capifamiglia si radunarono nel tribunale per eleggere il consiglio comunale: si scelsero sette consiglieri fra le famiglie più influenti; si decise che tra essi il più anziano avrebbe avuto la carica di sindaco per un anno, allo scadere del quale l’avrebbe lasciata al consigliere che lo seguiva per anzianità.
L’istituzione del sindaco unico portò notevoli problemi sia pratici che di malcontento e dissidi fra i tre gruppi: venne dunque chiesto di tornare alla vecchia amministrazione, ma le autorità sabaude non lo permisero.
Il primo documento in cui sia nominato Issime è del 1184: si tratta dell’elenco delle chiese sottoposte alla Collegiata di Sant’Orso ad Aosta, senza ulteriori specificazioni; nel 1228 la chiesa di Issime compare nuovamente come parrocchia, con diritto di incassare le decime.
Un documento dell’11 luglio 1211 reca notizie della investitura, da parte dell’imperatore Federico II, di Jacobus de Valexia, di Arducio senior e di Arducio junior de Valexia delle terre sulla riva sinistra del Lys (da Pont-Saint-Martin a Guillemore), di Issime e di Gressoney e alcune terre del Canavese.
Compaiono quindi per la prima volta nominati dei componenti della famiglia dei Vallaise.
L’investitura sarebbe confermata da Enrico VII, a Novara, il 23 dicembre 1309. Questi due documenti sono contenuti in uno scritto del 1442, insieme a un terzo documento del 1418: in realtà sono un falso che la famiglia dei Vallaise approntò per legittimare l’acquisizione di terre del Canavese ed evitare contestazioni, ma è probabile che il contenuto sia veritiero, almeno a riguardo dei feudi della Valle d’Aosta.
Dovrebbe essere sicura l’appartenenza ai Vallaise già nel 1211 dei territori di Issime e di Gressoney, che non sono territori oggetto di contestazione, come quelli del Canavese.
Il Comune di Issime era abitato da grandi famiglie patriarcali e le località abitate giungevano ben dentro ai tre valloni che lo contornano. La popolazione era numerosa ma, purtroppo due eventi luttuosi per il mondo intero falcidiarono la gioventù.
Si tratto dei tristi eventi delle due Guerre Mondiali del 15/18 e del 39/45 di cui sono triste testimonianza per i posteri il monumento ai caduti presso la Chiesa e quello alla Battaglia del Lys tra partigiani e nazi-fascisti avvenuta nell’estate del 1944 che costò la vita a decine di giovani.
Anche la popolazione civile pagò il suo prezzo alla guerra, il Paese rischiò di essere incendiato per rappresaglia da parte dei tedeschi con la fucilazione di ostaggi e solo il coraggio e l’abnegazione dell’allora Parroco Don Grato Vesan, permise di disinnescare tale grave situazione.
Nel parco giochi sono state poste due statue per ricordare due bimbi di origine ebrea che, sfollati da Torino cercarono la salvezza tra i nostri monti con mamma e papà.
Purtroppo la furia nazi-fascita li raggiunse anche qui e la famiglia Jona fù catturata e deportata ad Auschwitz da cui fece ritorno solamente il papà che morì poco dopo in un incidente stradale.
Dopo vari secoli in cui il territorio del Comune di Issime aveva inizio a monte dell’orrido di Guillemore, al confine con il Comune di Fontainemore e terminava sulla sponda sud del torrente Forcobach, confinando con il Comune di Gressoney-Saint-Jean, nel 1952 fu diviso in due parti.
Il territorio posto a monte della località Stein, compresa la centrale idroelettrica ENEL, venne eretto a Comune.
La Legge Regionale 31.03.1952, n. 1 fece si che la frazione di Gaby fosse costituita in comune autonomo.
In questa occasione Mons. Stévenin scrisse “(…..) il nostro Consiglio si è dimostrato, in ciò, coerente con sé stesso, con i suoi principi di decentralizzazione e di rispetto dei gruppi etnici e linguistici.
In effetti, la storia aveva unito due popolazioni di origine e di lingua differente: quella di Gaby di origine gallo-latina, con un patois valdostano, e quella di Issime, di origine germanica, con un dialetto tedesco”.
Ultimo evento di una certa rilevanza è stata l’alluvione verificatasi nell’anno 2000 che, dopo quella del 1948, devastò nuovamente il nostro bel Paese, risparmiandoci però la perdita di vite umane come invece avvenne nel dopoguerra.
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Traduzione in lingua minoritaria Töitschu a cura dello Sportello Linguistico di Issime
L’histoire
D’lljöit im Valle del Lys sén aschuan gsinh ievun les romains. Im Augschtalann ischt khémentsch gsinh ievun l’Età del Bronzo un l’Età del Ferro. Déi lljöit sén gsinh poura, hirta un schissera.
Darwil le IV siècle a.C. d’steffera das sén gcheen dangher tur d’glétschara sén arrivurut im Augschtalann un brunnhen dangher ürriun brouha.
I Salassi (das sén gsinh auch nel Canaveis) hen kheen diŝche noame im II siècle a.C. un Catone un Polibio hen gschwétzt darva; ischt a chuppletu lljöit liguri, mit a stoarch caractère un das nöit hennen gloan biten, sén gsinh gmischliti mit i celti. Wüerter wi Galm, Penne, Krennu un Léjunh tun z’antschtoan das déi lljöit sén gsinh héi.
Z’weerch dar walser ischt gsinh machun dar pour, dar schisser un dar chriemer: wi het gschribbe Strabone un wi zeihun les trasse archéologiques das mu noch vinnt. Éischeme, lannhuscht, hetti kheisse Eis-Menck.
Wénn Rom het wéllje conquérir diŝch üerter, van woa mu ischt passrut tur les Alpes, le caractère van i Salassi het muan aréchturun les romains. Wa im 25 a.C. Terenzio Varrone Murena het nen gwunnen.
Les Romains wérti arrivurut unz im Valle del Lys un unz z’Éischeme: dŝchi seen is hetti kheisse Axima. In das zéit d’Valludu chint a moarch un an tellen passedŝche van le Valais im Alto Novarese, im Augschtalann, im Bieleis un in Canaveis.
Noa das les Romains hen kheen allz botte ischt gsinh as zéit woa ischt nümmi bschit khés dinh. Vam joar 1000 unz au 1200 d’walserlljöit das van le Valais sén gcheen tur d’vurki unz al Monte Rosa, sén arrivurut im Valle del Lys, un dŝchi aréchturut z’Éischeme un in Sen Kroasch un Burrunun gumbu. Noa dŝchi hen aréchturut héi, d’éischemera hen nji mer annes mé kheen des contactes mit ürriu Lann: diz mat mu antschtoan z’khüeren d’éischemréd.
Van le commencement du XIII siècle d’fammullju Vallaise het botte uber la Valle del Lys; auch d’Hieri de Challant hetti wélljen heen drunner Éischeme antweegen van héi het mu muan goan in ürriu valludu.
Inter di zwian fammillji hentsch suven gchrigit. Noa vill schléchtini un vill gmertut d’gunku van Greschunej ischt gsinh teilti inter les Vallaise un d’Hieri de Challant: d’létschtu hen areit Greschunej-Saint-Jean un Greschunej-La-Trinité.
Da noame van d’fammullju Vallaise chint van Vallis Helesii, ürriu mot ischt gsinh Festina lente, vam steffer Va à l’aise.
Z’houszejen het dröi geelden vieschi vom ruate, d’hüejeschta mit am chröiz un darbéi zwia steerni.
Ischt gsinh ein dar fammullju mia important: nell’Assemblea Generale dei Tre Stati sén gcheen noa d’Hieri de Challant un de Quart; noa das diŝchi sén gstuarben ous en 1378, d’Hieru de Vallaise sén gcheen di zweitu.
Vür dŝchi rendre compte van le pouvoir das hen kheen d’Hieri de Vallaise z’Éischeme mat mu noch gsia le tribunal des Barons de Vallaise das höit z’tagsch ischt in d’chilhu noa sinh blljibbe lannh ousna, ankeen dar oalt gmein. A voart lannhuscht ischt gsinh in d’ketschu van d’nottara Christillin woa hets dinut wi tribünal vür le Giudice della Vallesa un dŝchéin kunselljera, ischt gmachuts mit dröi sétzini nussbaum, van le septcent, un imitsch ischt z’houszejen un drunner zwei hürsch. Il Collare dell’Annunziata mit dam schussil un da sabbir will loan bsinnen das les Vallaise sén gsinh di dŝchüdŝchi van alli d’valludu.
Éischeme het kheen uno statuto locale, das het varvannhe vür heen vill tellur. D’iestu franchigie les Vallaise hentsch dŝchu keen en 1227; lo statuto ischt van 1320, un hentsch gmierut etwas en 1444. Dri sén gschribnu le disposizioni amministrative sui diritti fiscali e giudiziari e libertà della popolazione: d’lljöit van im lann, wa auch van d’Valludu, hen nöit mussun zallen d’schnitta, for tan un tan etwas zin ous; hentsch muan goan dür un ta tur la Vallaise; d’sü, boffi un töchtiri, hen muan érben vam atte wi van d’eju; di töchtiri, wénn dŝchi sén gsinh gmannutu, hen nümmi muan prétendre khés dinh van d’érbschaft; d’manna sén kannhen drunner un wénn dŝchi hen dŝchi gschikht ous ter z’lann sén gsinh d’Hieri das hen zallt. Um lljéivrun ischt gsinh vür regler le multe un vür varchaufen un chaufen.
Éischeme ischt gsinh “ z’duarf” woa ischt gsinh z’tribünal, un woa hen dŝchi pheeben dar dŝchüdŝchu, dar avvokat un dar nottri; het pheebe l’importance auch wénn i Savoia hen gwandlut z’tribunal z’Dunnaz.
Z’lann van Éischeme ischt gsinh teilts in dröi: la Plaine o Issime Saint Jacques (Eischeme höit z’tagsch un di Türrudŝchun gumbu), la Montagne (Sen Kroasch un Burrunun gumbu), un le Tiers dessus o Issime Saint Michel (Uberlann höit z’tagsch).
Ischt gsinh manhal das allu di teila, ellji différent, hetti ürriun kunselljera: widermentsch het gscheiden a hoptma (das ischt blljibben as joar, gscheidenz inter d’fammillji mia important) un dröi ol vir kunselljera (das sén blljibben vir joar). L’élection van d’hoptmanna ischt gschribni negli statuti van 1752: dŝchi sén gsinh gscheidni le 28 décembre un d’kunselljera sén gsinh zuagni ous inter les chefs van d’fammillji das sén gsinh doa. Vür schréjen da lljöite hentsch glljöit d’gruassun klocku, un ellji quart d’heure d’lljickun klocku. Noa d’élection, béi am tribünal vür dam dŝchüdŝche, hentsch kheissen mit dar rechtu hann uber le Sacre Scritture, in d’chnau un im bluassen hopt.
Vür schwétzen van d’problèmes alluru d’hoptmanna un d’kunselljera van di dröi teila hen dŝchi gvunnen tan un tan im Duarf, am sunnatag noa dar hüeju mesch, wénn d’klocku het gstreihut. Le 15 décembre 1762 da rei Carlo Emanuele III het gleit les loi un les institutions van le royaume de Sardegna auch al ducato van Augschtal: du hentsch kwénkt l’élection van di dröi hoptmanna. Le 30 vam gruasse moanut 1763 les chefs van allu d’fammillji hen dŝchi gvunnen im tribünal vür d’élection vam consiglio comunale: dŝchi hen gscheide sibben kunselljera inter d’fammillji mia important; hen déssidurut das inter dŝchiendri, z’oaltschta wieri gsinh dar hoptma vür as joar zéit, wénn z’joar wérti gsinh glljiéivruts hettis gloan la charge am éltregen kunselljer das ischt mu gsinh zu.
L’institution van an einege hoptma het toan z’cheen ous des problèmes inter d’lljöit van di dröi teila: dŝchi hen ghoeischut z’muan amum tun wi darvür, wa les autorités sabaude hen nöit gloa.
D’iestu schrift woa mu vinnt Éischeme ischt van 1184: ischt a listu van d’chilhi das sén unner la Collegiata di Sant’Orso z’Augschtal, das seet nöit mia; im 1228 d’chilhu van Éischeme ischt zoalti wi perretschu, mit heen droit z’gian d’solda.
A schrift van le 11 hoeju 1211 schwétzt dell’investitura, das het gmachut l’empereur Federico II, de Jacobus de Valexia, de Arducio senior un Arducio junior de Valexia van d’güter ennut d’Lljiéisu (vam Steg unz z’Gilljumuart), Éischeme un Greschunej un etwas güter tur z’Canaveis. Vür d’iestu voart sén d’noami van d’fammullju Vallaise. L’investitura ischt gsinh arpnoati van Enrico VII, in Novara, le 23 décembre 1309. Disch zwia schriftini sén in an pappir van 1442, mit an drittege schrift van 1418: um seen z’koarjit dŝchi sén faussi un les Vallaise hen gschribben das vür heen auch d’güter van z’Canaveis un um das khémentsch méchti töivlun, wa ischt tell das séji koarjit vür was ischt im Augschtalann. Soll sinh sicher das aschuan im 1211 les Vallaise sén gsinh meischtera van Éischeme un Greschunej, khémentsch het drouf töivlut wi vür d’güter van z’Canaveis.
An töischutu vür z’lann ischt sicher gsinh wénn Éischeme het dŝchi teilt van Uberlann: la Legge Regionale n.1 del 31/03/1952 seet das Uberlann chint une commune. Du Mons. Stévenin het gschribbe: “[…] il nostro Consiglio si è dimostrato,in ciò, coerente con sé stesso, con i suoi principi di decentralizzazione e di rispetto dei gruppi etnici e linguistici. In effetti, la storia aveva unito due popolazioni di origine e di lingua differente: quella di Gaby di origine gallo-latina, con un patois valdostano, e quella di Issime, di origina germanica, con un dialetto tedesco”.
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Traduzione in lingua francese, inglese e tedesco  a cura della classe 4° del Liceo linguistico “Binel – Viglino" di Verrès - Anno scolastico 2009/2010
L’histoire
La présence de l’homme dans la Vallée du Lys est antérieure à l’époque romaine. En Vallée d’Aoste on n’a aucune trace de peuplement avant l’Age du Bronze et du Fer. Il s’agit d’installations liées à une organisation économique : activités agricoles-pastorales et exploitations des gisements miniers.
Pendant le IV siècle av. J.-C. quelques populations gauloises qui provenaient des voies des glaciers s’établirent dans la Vallée, en apportant des caractéristiques celtiques.
Les Salasses (qui occupaient le territoire du Canavais aussi) paraissaient déjà avec ce nom au  II siècle av. J.-C. et cela est attesté par des sources anciennes (Caton et Polibio). Il s’agit d’un groupe de substrats de la Ligurie, caractérisé par la force et l’attachement à sa propre autonomie, avec des connotations celtiques assumées grâce à de nombreux contacts et migrations. Des toponymes comme Galm, Penne, Krennu (Crenna) et Lion témoignent de la présence de cette ancienne population.
L’économie se fondait sur l’activité agricole, sur l’industrie extractive et sur le commerce qui sont attestés par Strabone et les traces archéologiques. Autrefois Issime s’appelait Eis-Menck.
Quand Rome commença à concentrer son attention sur ces territoires, importants passages au milieu des Alpes, le caractère fier des Salasses leur permit de résister et d’entraver la conquête. Rome envahit la Vallée en 25 av. J.-C. sous les ordres de Térence Marron Murena.
Les Romains auraient pénétré jusqu’à la Vallée du Lys et jusqu’à Issime : la tradition admettait le nom Axima. Pendant cette époque la Vallée a assumé la caractéristique, qu’elle a, en réalité toujours eu, d’un lieu de limite et de passage facile du Valais au Haut Novarais, à la Vallée d’Aoste, au Biellais et au Canavais.
Une période de stabilité suivit la conquête romaine. À partir de l’an 1000 et jusqu’en 1200 la migration de la population Walser, qui du Valais descendit à travers les cols alpins jusqu’aux pieds du Mont Rose, se poussa dans la Vallée du Lys en créant des établissements à Issime et dans les Vallons de Saint-Grat et de Bourine. La langue d’Issime confirme que ses habitant n’eurent plus de contacts avec la mère-patrie après l’installation dans ce territoire.
Au début du XIII siècle la famille des Vallaise dominait sur presque toute la Vallée du Lys qui était convoitée par les Seigneurs de Challant, surtout Issime, puisque c’était la meilleure liaison avec leur Vallée.
La cohabitation entre les deux familles ne fut pas sans dissensions. Après de nombreuses crises et de  longues négociations la vallée de Gressoney fut partagée entre les Vallaise et les Seigneurs de Challant : les territoires de Gressoney Saint-Jean et de Gressoney La-Trinité allèrent à ces derniers.
Le nom de la famille Vallaise dérive de Vallis Helesii dont est dérivée la devise Festina lente, du français Val à l’aise.
L’emblème se compose de trois bandes d’argent au fond rouge, la supérieure est chargée d’une croix à côté da laquelle il y a deux étoiles.
Les Vallaise était une des familles les plus importantes : dans l’Assemblée Générale des Trois États, elle venait seulement après les Seigneurs de Challant et de Quart; après l’extinction de ces derniers en 1378, les Seigneurs de Vallaise devinrent la deuxième famille aristocratique du territoire.
Le village d’Issime conserve encore un témoignage très intéressant de la domination des Seigneurs de Vallaise et de leur juridiction sur la Vallée ; il s’agit d’un banc à trois stalles aujourd’hui conservé dans l’église paroissiale, qui est resté pendant des années en plein air, adossé à la mairie.
À l’origine il se trouvait dans la maison des notaires Christillin où ils l’employaient comme siège pour le juge de la Vallesa et pour ses conseillers. Il est formé per des stalles en bois de noyer, de production du dix-huitième siècle ; il porte sur celui central le bouclier soutenu par deux cerfs. La présence du Collier de l’Annunziata avec la clé et l’épée rappelle le droit des Vallaise de gérer la justice en Vallée.
Issime était soumise à un Statut local, avec de nombreux privilèges, franchises et immunités. Les premières franchises furent accordées par les Vallaise en 1227 ; le statut lui fut donné en 1320, reconfirmé plusieurs fois pendant le XIV siècle et développé en 1444. Il contient des dispositions administratives sur les droits fiscaux et judiciaires, introduits par les Seigneurs, et sur les libertés de la population : et les habitants du village et ceux de toute le Vallée étaient exonérés d’impôts, sauf lors de frais irrégulier. En plus ils avaient la possibilité de se déplacer librement sur les territoires des Vallaise. Les fils et les filles pouvaient hériter de la part du père comme de celle de la mère. Les filles, après s’être mariées, ne pouvaient plus rien prétendre de l’héritage. Les hommes servaient dans les troupes et s’ils étaient envoyés hors du territoire, les frais de déplacement étaient soutenues par les Seigneurs. Enfin ici les amandes d’infractions étaient définies et les ventes et les achats étaient réglés.
Issime a été un important chef-lieu et siège du tribunal, avec la résidence du juge-avocat et du notaire ; elle conserva cette position privilégiée même quand les Savoie déplacèrent le tribunal à Donnas.
Le territoire d’Issime est historiquement divisé en trois zones : la Plaine ou Issime Saint-Jacques (l’actuel noyau habité et le Vallon de Tourrison), la Montagne (les Vallons de Saint-Grat et de Bourine), et le Tiers dessus ou Issime Saint-Michel (l’actuelle commune de Gaby).
Il était donc nécessaire que chaque groupe fut représenté, étant donnée la remarquable diversité, par des administrations différentes : chacun des trois groupes nommait un maire (en charge pendant quatre ans). L’élection des maires fut sanctionnée avec les statuts en 1752 : ils étaient élus le 28 décembre et les conseillers étaient choisis parmi les chef de famille présents. La convocation du peuple se produisait avec le son de la cloche principale, alternée chaque quart d’heure par la cloche mineure. Après l’élection au   Tribunal devant le juge, les élus effectuaient le jugement, fait à genoux,  la tête nue, avec la main droite sur les Saintes Écritures.
Pour la discussion des problèmes communs, les maires et les conseillers des trois zones se réunissaient dans le chef-lieu périodiquement, le dimanche après la grande messe, au son de la cloche. Le 15 décembre 1762 le roi Carlo Emanuele III  étendit les lois et les institutions du royaume de Sardaigne aussi au duché d'Aoste:  à cette occasion la coutume de l'élection des trois maires fut abolie. Le 30 janvier 1763 les chefs de famille se réunirent au tribunal pour élire le conseil communal : sept conseillers les choisirent parmi les familles les plus influentes;  on décida que le plus âgé d’entre eux aurait eu la charge de maire pour un an, au bout duquel il l’aurait laissée au conseiller qui le suivait par ancienneté.
L'institution du maire unique porta des problèmes considérables aussi bien  pratiques que de mécontents et des dissensions entre les trois groupes:  on demanda de revenir à la vieille administration mais les autorités sabaudes ne le permirent pas.
Le premier document dans lequel Issime est nommé date de 1184: il s'agit de la liste des églises soumises à la Collégiale de Saint-Ours à Aoste, sans autres spécifications;  en 1228, l'église d'Issime paraît de nouveau comme paroisse, avec le droit d'encaisser les dîmes.
Un document du 11 juillet 1211 apporte des nouvelles de l'investiture, de la part de l'empereur Frédéric II, de Jacobus de Valexia, d'Arducio seniors et d'Arducio de juniors Valexia ,des terres sur le bord gauche du Lys, de Pont-Saint-Martin au Guillemore, d'Issime et de Gressoney et de quelques terres du Canavais.
Des membres de la famille des Vallaise y sont nommés pour la première fois. L'investiture serait confirmée par Enrico VII, à Novara, le 23 décembre1309.  Ces deux documents sont contenus dans un écrit de 1442, avec un troisième document de 1418:  en réalité il s’agit d’un faux que la famille des Vallaise apprêta pour légitimer l'acquisition de terres du Canavais et éviter les contestations, mais il est probable que le contenu soit véridique, au moins en ce qui concerne les fiefs de la Vallée d’Aoste. Les  territoires d’ Issime et de Gressoney, qui ne sont pas objetc de contestation, comme par exemple les territoires du canavais, devaient appartenir aux Vallaise déjà dès l’année 1211.
Le dernier événement d’une certaine importance pour la survie du pays est la division de la commune de Gaby : avec la loi Régionale 31.03.1952, n. 1 le hameau de Gaby est constitué en commune autonome. Pour cet événement Mons. Stévenin écrivit ‘‘(.....) notre Conseil s’est démontré, dans cette situation, cohérent avec lui- même, avec ses principes de décentralisation et de respect des groupes ethniques et linguistiques. En effet, l’histoire avait uni deux populations d’origine et de langue différentes : celle de Gaby, d’origine gauloise-latine, avec un patois valdôtain, et celle d’ Issime, d’origine germanique, avec un dialecte allemand’’.
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Die Geschichte
Die Anwesenheit des Menschen im Lystal geht auf das vorrömische Zeitalter zurück. Im Aostatal gibt es keine Spuren von Niederlassungen vor der Spätbronzezeit und vor der Eisenzeit. Es handelt sich um Siedlungen, die mit den verschiedenen wirtschaftlichen Zweigen verbunden sind: Land- und Viehzuchttätigkeiten und Abbau der Erzvorkommen.
Während des 4. Jahrhunderts v. Chr. siedelten sich einige gallische aus den Gletscherwegen kommende Bevölkerungen im Aostatal an, die keltische Charakteristiken mitbrachten.
Die Bevölkerung  der Salassi  (die die Gebiete des Canavese besetzten) scheint mit diesem Namen im 2. Jahrhundert v. Chr. auf und sie wird von alten Quellen bezeugt (Cato und Polybios); es geht um eine Gruppe ligurischer Abstammung, mit starkem Charakter, die sehr an ihre Autonomie gebunden war. Die Bevölkerung hat keltische durch Kontakte und Migrationen angenommene Kennzeichnen. Die Ortsnamen wie Galm, Penne, Krennu (Crenna) und Lion zeugen von der Anwesenheit dieser alten Bevölkerung.
Die Wirtschaft stützte sich auf Agrar-, Abbau- und Handelstätigkeiten, wie auch von Strabon und den archäologischen Spuren bezeugt.
In jener vergangenen Zeit sollte das Dorf Issime Eis-Menck heißen.
Als sich die Aufmerksamkeit der Stadt Rom auf diese Gebiete richtete, als wichtiger Pass durch die Alpen angesehen, verlangte der stolze Charakter der Salassi, den Römern zu widerstehen und ihnen die Eroberung schwer zu machen. Diese geschah im Jahre 25 v. Chr. unter dem Kommando von Terenzio Marrone Murena.
Die Römer sollten bis ins Lystal vordringen, bzw. bis nach Issime: die Tradition will, dass Issime den Namen Axima hätte. In dieser Zeit nimmt das Tal völlig die Charakteristik an, die es in Wirklichkeit immer gehabt hatte, nämlich eines Grenzgebietes und eines leichten Überganges: vom Wallis ins hohe Novarese, ins Aostatal, ins Biellese und ins Canavese.
Nach der römischen Eroberung folgte ein stabiles Zeitalter. Ab dem Jahr 1000 bis zum 13. Jahrhundert drang die Walserwanderung, die vom Wallis durch die Alpenpässe bis an den Fuß des M. Rosa ging, ins Lystal vor und sie schuf Ansiedlungen in Issime und in den Tälern von S.Grato und Bourine. Nach der Niederlassung in diesen Orten hatten die Einwohner von Issime keine Kontakte mehr mit dem Mutterland und das wird auch in der Sprache bestätigt. Ab dem Anfang des 13. Jahrhunderts beherrschte die Familie der Vallaise fast das ganze Lystal; um diese gebirgige Gegend bewarb sich auch die Familie der Challant, v.a. um Issime, das die beste Verbindung mit ihrem Tal war. Das Zusammenleben der zwei Familien verlief nicht ohne Zwist. Nach mehreren Auseinandersetzungen und langen Verhandlungen wurde das Lystal unter den Herren von Vallaise und den Herren von Challant geteilt: die zweiten bekamen die Gebiete von Gressoney-Saint-Jean und von Gressoney-La-Trinité.
Der Name der Familie Vallaise stammt vom Vallis Helesii ab, woraus das Motto Festina lente aus dem französischen va à l’aise kommt. Das Wappen ist mit drei silbernen Balken auf rotem Grund, auf dessen oberen Teil ein Kreuz mit zwei aneinandergesetzten Sternen ist. Es war eine der wichtigsten Familien: während der Generalversammlung der drei Stände waren nur die Herren von Challant und von Quart wichtiger als sie; nach dem Aussterben letzterer im Jahre 1378 wurden die Herren von Vallaise die zweite Adelsfamilie des Gebietes. Auf die Herrschaft der Herren von Vallaise und auf deren Gerichtsbarkeit im Tal weist ein äußerst wichtiges Zeugnis in Issime; es handelt sich um die dreisitzige Anklagebank, die heute in der Pfarrkirche bewahrt ist und die aber jahrelang draußen am alten Rathaus geblieben ist. Sie war ursprünglich im Haus der Notare Christillin anwesend, wo sie dem Richter von Vallesa und seinen Räten als Sitz diente. Sie besteht aus drei Sitzen aus Nussbaumholz in Ausführung des 18. Jahrhunderts und sie hat im Zentralsitz den Schild der Vallaise, der von zwei Hirschen gestützt ist. Die Anwesenheit des Wappens „Collare dell’Annunziata“ neben dem Schlüssel und dem Schwert erinnert an das Recht der Vallaise, die Justiz im Tal hand zu haben. Issime unterstand einem lokalen Statut, mit vielen Privilegien, Freibeträgen und Immunitäten. Die ersten Freibeträge  wurden von den Vallaise im Jahr 1227 gewährt; das Statut wurde im Jahr 1320 gewährt und es wurde mehrmals im 14. Jahrhundert wiederbestätigt. Es wurde im Jahr 1444 erweitert. Es enthält Verwaltungsbestimmungen über Steuer- und Gerichtsrechte und über die Freiheiten der Bevölkerung: die Dorfbewohner, aber auch die des Tales, waren von der Steuerpflicht befreit, außer einer unregelmäßigen Geldausgabe; dazu gab es auch die Möglichkeit, sich frei in den Gebieten der Valleise zu bewegen; die Söhne und die Töchter durften entweder väterlicherseits oder mütterlicherseits erben; die schon verheirateten Töchter durften nichts vom Erbe verlangen; die Männer dienten bei der Armee und wenn sie aus dem Territorium geschickt wurden, bekamen sie von den Herren die finanziellen Unterstützungen für die Überführungskosten. Zum Schluss waren hier die Geldbußen für die Strafen bestimmt und wurden die Verkäufe und die Einkäufe geregelt.
Issime ist der wichtige Gerichtshauptort und - Sitz gewesen, mit dem Wohnsitz des Anwaltrichters und des Notars; dieses Privileg wurde auch bewahrt, als die Savoyer das Gericht nach Donnas verlegten. Das Territorium von Issime ist geschichtlich drei geteilt: ”la Plaine” oder Issime Saint Jacques (das aktuelle Dorf und das tiefe Tal von Tourrison), “la Montagne” (das tiefe Tal von San Grato und von Bourine), und “le Tiers dessus” oder Issime Saint Michel (das aktuelle Dorf von Gaby). Es war also nötig, dass jede Gruppe wegen dem beträchtlichen Unterschied verschiedener Verwaltungen vertreten wurde: jede der drei Gruppen wählte einen unter den wichtigsten Familien ausgewählten Bürgermeister (im Amt für ein Jahr,) und drei oder vier Räte (im Amt für vier Jahre). Die Wahl der Bürgermeister wurde im Jahre 1752 mit den Statuten sanktioniert: sie wurden am 28. Dezember gewählt und die Räte wurden unter den anwesenden Familienoberhäuptern ausgewählt. Die Einberufung des Volkes geschah beim Klang der Hauptglocke, die sich jede Viertelstunde mit der Nebenglocke abwechselte. Nach der Wahl legten die Gewählten vor dem Richter einen Eid ab, sie knieten entblößten Hauptes mit der rechten Hand auf der Heiligen Schrift nieder.
Für die Besprechung gemeinschaftlicher Probleme versammelten sich periodisch die Bürgermeister und die Räte der drei Zonen, sonntags nach der Hauptmesse beim Glockenklang im Duarf. Am 15. Dezember 1762 dehnte der König Carlo Emanuele III die Gesetze und die Institutionen des Reichs von Sardegna auf das Herzogtum von Aosta aus: bei dieser Gelegenheit schuf der König den Brauch der drei Bürgermeister ab. Am 30. Januar 1763 versammelten sich die Familienoberhäupter vor Gericht, um den Gemeinderat zu wählen. Sieben Räte wurden unter den einflussreichsten Familien gewählt; es wurde entschieden, dass der älteste das Bürgermeisteramt ein Jahr lang innehabe, und es dann dem zweitältesten übergegeben würde. Die Schaffung des einzigen Bürgermeisters verursachte beträchtliche Probleme, nicht nur praktische, sondern auch Unzufriedenheit und Uneinigkeit unter den drei Gruppen: man wünschte das alte Verwaltungssystem zurück, aber die Savoyischen Autoritäten erlaubten dies nicht.
Das erste Dokument, wo ‚Issime’ genannt ist, ist vom Jahre 1184: es handelt sich um  die Liste der dem Stiftskapitel von Sant’Orso in Aosta unterworfenen Kirchen, ohne weitere Einzelangaben; 1228 erscheint wieder die Kirche von Issime als Pfarre mit Zehntrecht. Ein Dokument vom 11. Juli 1211 bringt die Nachricht der Investitur, seitens des Kaisers Federico II,  von Jacobus de Valexia, von Arducio senior und von Arducio junior de Valexia aus den Ländern am linken Ufer des Wildbaches Lys (von Pont-Saint-Martin bis nach Guillemore), von Issime, von Gressoney und von einigen Ländern des Canavese. Zum ersten Mal werden also Mitglieder der Familie von Vallaise genannt. Die Investitur wäre am 23. Dezember 1309 von Enrico VII in Novara bestätigt. Diese zwei Dokumente sind in einem Text vom Jahr 1442 mit einem dritten Dokument vom Jahr 1418 enthalten: in Wirklichkeit wurden sie von der Familie Vallaise gefälscht, um die Erwerbung um die Länder von Canavese zu legitimieren und um Anklagen zu vermeiden, aber der Inhalt über die Lehen vom Aostatal ist wahrscheinlich richtig. Die Zugehörigkeit der Gebiete von Issime und Gressoney, die keine Anklagen im Gegensatz zu den Ländern von Canavese erhoben, könnte seit 1211 den Herren von Vallaise sicher sein.
Das letzte bedeutungsvolle Ereignis des Dorfes ist die Trennung vom Dorf Gaby: dank des Regionalgesetzes vom 31. 03. 1952 Nr. 1 liegt das Viertel Gaby in einer autonomen Gemeinde: bei dieser Gelegenheit schrieb Mons. Stévenin „Unser Gemeinderat hat sich demgegenüber mit sich selbst, mit seinen dezentralisierten Grundprinzipien und mit Rücksicht auf die Volks- und Sprachgruppen konsequent erwiesen. Nämlich hatte die Geschichte zwei Bevölkerungen verschiedener Ursprungs und Sprache vereint: diese von Gaby, gallisch-lateinischen Ursprunges, mit einem Dialekt des Aostatales, und die von Issime, germanischen Ursprungs, mit einem deutschen Dialekt.“