Comune di Issime

Benvenuti

SÉJIT WOLGCHEEMNI Z’ÉISCHEME, SCHIENZ LANN DAS VINNT DŜCHI IM VALLE DEL LYS….
…SUA TUNI ANTFOAN D’WALSERLLJÖIT…

Che siate i benvenuti a Issime, ridente paese situato al centro della Valle del Lys….

…Ecco come vi accoglie il popolo Walser…

Nella Valle d’Aosta, regione autonoma a statuto speciale bilingue, italiano e francese, vi sono i Comuni di Issime, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité che rappresentano una zona trilingue, (italiano, francese e tedesco), in cui vivono popolazioni di origine walser, minoranza etnico-linguistica di origine normanna.
I tre comuni sono situati nella Valle del Lys, ora meglio nota come Valle di Gressoney, ai piedi del Monte Rosa. Sono proprio le infinite potenzialità turistiche offerte dall’imponente massiccio del Monte Rosa, che offrono oggi importanti fonti di reddito per la popolazione locale e non.
Gressoney in particolare è conosciuto sulla ribalta nazionale e internazionale per gli innumerevoli impianti sciistici che, a seguito del collegamento con la Valle d’Ayas e la Valsesia, costituiscono uno dei comprensori più importanti a livello europeo.

L’origine della Comunità Walser del Rosa si inserisce nel quadro più generale della Walserfrage, ossia della questione Walser, che è ancor oggi argomento di ampio dibattito.
Una delle tesi più accreditate vede i Walser come i primi abitanti della parte più alta della Valle del Lys, discendenti degli antichi Alemanni, popolazione germanica che vivevano nella Germania occidentale. Con il tempo si spinsero verso sud, nell’Oberland Bernese e in seguito nella Svizzera meridionale, e più precisamente nell’Ober Wallis. Da qui il loro nome, cioè Walliser, in seguito Walser. Probabilmente per ristrettezze economiche, causate dall’eccedenza della popolazione, si trasferirono nuovamente, in Savoia, Austria, e attraverso il Colle del Teodulo ad ovest e il Passo del Monte Moro ad est, vennero a insediarsi sul versante italiano, ai piedi del Monte Rosa, in piccoli centri sparsi attorno al grande massiccio.
Si può fissare tra il 1000 e il 1200 l’insediamento delle colonie alemanne nei due Gressoney e ad Issime.
Erano gente laboriosa e pacifica, profondamente cristiana e attaccata alle proprie tradizioni. Colonizzarono la terra, disboscando i terreni meno ripidi, al fine di procurare pascoli per il bestiame e ricavando nel contempo il legname per costruire le prime abitazioni, dissodarono i pendii della vallata per ricavare campi per la coltivazione dei cereali.
Sorsero così i primi nuclei abitati e ogni piccolo villaggio era costruito in maniera tipica e razionale, così da essere autosufficiente.
I materiali utilizzati per la costruzione delle abitazioni dovevano essere reperiti sul posto e quindi erano composti essenzialmente da legname e pietra. La pietra inizialmente era utilizzata solo per i basamenti, al fine di garantire un migliore isolamento dall’umidità del terreno, divenne di uso sempre più esteso anche nella copertura delle costruzioni e nella realizzazione dello scheletro portante degli edifici.
Attualmente sul territorio dell’Alta Valle del Lys troviamo infinite testimonianze dell’architettura Walser, che rappresentano senza ombra di dubbio un patrimonio storico – culturale da salvaguardare. Tra i siti più ricchi di testimonianze merita sicuramente un cenno il Vallone di San Grato in Issime, che costituisce un museo a cielo aperto.

Le popolazioni Walser dell’Alta Valle del Lys possiedono ancora una competenza attiva della lingua minoritaria di origine alemanna, nelle sue varianti Töitschu a Issime e Titsch a Gressoney.
L’idioma walser ha conservato le sue antiche radici e rappresenta il segno distintivo del Walser stessi, al punto che ancor oggi permette di riconoscere come tale chi lo parla, distinguendolo nettamente dagli abitanti della rimanente sfera linguistica tedesco – alemanna.
Il Töitschu e il Titsch sono praticati solo oralmente, non esiste infatti una tradizione scritta. È pertanto curioso notare come due persone che parlano fra di loro esclusivamente in lingua minoritaria, siano poi costrette a ricorrere ad altre lingue nel caso debbano scambiarsi dei messaggi scritti.
In tempi recenti si è tentato di codificare anche la forma scritta delle lingue minoritarie, mediante la pubblicazioni di un vocabolario, in due edizioni, nonché di due grammatiche per il Töitschu.
La forma scritta delle lingue minoritarie è tuttavia prerogativa di pochi soggetti, con forme comunque sostanzialmente diverse tra di loro.
Attualmente le lingue minoritarie sono ancora utilizzate nelle conversazioni, ma il loro uso diventa ogni giorno più limitato. In particolare nelle generazioni più giovani sono pressoché inutilizzate.
Le cause sono molteplici, e vanno sicuramente ricercate nelle immigrazioni cittadini che non conoscono la lingua minoritaria, nei contatti con l’esterno, favoriti dai mezzi di telecomunicazione, nelle famiglie con soggetti non appartenenti alla Comunità Walser e che quindi non conoscono la lingua minoritaria; altra causa è forse da ricercarsi in ragioni di prestigio sociale, che in particolare negli anni settanta, hanno visto molti genitori scegliere l’insegnamento della lingua italiana forse con la speranza di evitare difficoltà negli studi.

Tra le cause che stanno determinando la perdita delle lingue minoritarie ovvero l’uso scorretto delle stesse, va rilevata l’assenza di molti termini, oggi di uso comune, quali ad esempio tutti i termini tecnici, nonchè legati al progresso o a beni sconosciuti ai tempi dei nostri antenati. Si riscontra così l’inserimento di francesismi o italianismi, o addirittura l’utilizzo di parole in altra lingua, con conseguente inquinamento della lingua.

Nell’intento comune di salvaguardare l’uso delle lingue Walser, i Comuni di Issime, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité, hanno programmato diverse iniziative sul territorio. In particolare hanno istituito ormai da alcuni anni, grazie ai finanziamenti ai sensi e per gli effetti della legge 15 dicembre 1999, n. 482 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, tre sportelli linguistici, uno per ogni comune.
L’obiettivo dello sportello linguistico è la collaborazione con gli uffici della pubblica amministrazione al fine di corrispondere nella lingua minoritaria, di provvedere alla traduzione di atti e documenti destinati alla comunicazione con il pubblico e di favorire la conoscenza della lingua minoritaria nei confronti del cittadino tramite iniziative di varia natura.
In concreto il cittadino può chiedere e ottenere informazioni e delucidazioni esprimendosi nella propria lingua; ciò comporta una nuova presa di coscienza da parte degli stessi circa la loro particolarità, che non deve essere considerata come elemento negativo e discriminante ma inserita a pieno titolo nell’attualità quotidiana.
La sua costituzione dà la preziosa opportunità di proteggere le radici culturali delle Comunità, per la salvaguardia delle tradizioni, ma anche per lo sviluppo di nuove iniziative che coinvolgano anche le future generazioni.
Lo Sportello Linguistico è attivo nei tre Comuni dal 14 novembre 2005.

Sede:
c/o Biblioteca - Località Capoluogo n. 11 - telefono 0125 344065
Orari apertura
dal 02.03.2020 al 30.06.2020 e dal 03.09.2020 al 07.12.2020
lunedì dalle ore 09:30 alle ore 11:30 e dalle ore 13:30 alle ore 17:30
martedì dalle ore 09:30 alle ore 11:30 e dalle ore 13:30 alle ore 15:30
giovedì dalle ore 09:30 alle ore 11:30
venerdì dalle ore 13:30 alle ore 15:30

 
 

Curiosità issimesi

Leggende in lingua minoritaria Töitschu e italiano

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